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Utente: sivok
L'ULTRAS non ha un nome per il mondo esterno, solo gli amici lo conoscono. L'ULTRAS non ha volto, spesso una cappuccio gli copre la testa, una sciarpa la bocca. L'ULTRAS non si veste in modo normale, non segue le mode, boccia le novità. Quando sale su un treno, cammina su un marciapiede anche se non ha vessilli della propria squadra, lo riconosci. L'ULTRAS attacca se attaccato, aiuta nel bisogno. L'ULTRAS non smette di essere tale appena si toglie la sciarpetta o rientra a casa dopo una trasferta, continua a lottare 7 giorni su 7. L'ULTRAS veterano da l'esempio a quello giovane, e quello giovane rispetta il veterano. L'ULTRAS giovane è fiero di stare al lato del veterano, di imparare dalle sue critiche e inorgogliosirsi dai sui complimenti. Quando la gente guarda un ULTRAS non lo capisce, e lui non vuol essere capito dalla gente, non dà spiegazioni sul suo modo d'essere. Ogni ULTRAS è diverso, c'è quello che veste solo materiale ultras e della sua squadra e quello che non ha neanche una maglietta del gruppo. C'è quello che si muove solo con il gruppo e quello che fa gruppo per se. Gli ULTRAS sono diversi ma li unisce l'amore per la propria squadra, la tenacia nel resistere oltre 90 minuti in piedi sotto la pioggia o al freddo, li unisce il riscaldarsi con un coro cantato a squarciagola, li unisce la sicurezza dell'amico che gli dorme accanto sul treno che ti riporta dalla trasferta, li unisce la passeggiata goliardica nella città avversaria, li unisce la gioia di partire per una trasferta e la stanchezza del ritorno, li unisce quel panino diviso in due dopo ore di digiuno, li unisce quella sigaretta offerta nello scompartimento e ridata in curva, li unisce quella litigata sull'esterno sinistro panchinaro fatta nella penombra di un treno notturno, li unisce quello squardo dopo uno scontro, li unisce la mentalità. Le cose che ci uniscono, contemporaneamente ci dividono dal mondo esterno, ci allontanano da genitori preoccupati, da zii scandalizzati, da compagni di classe impauriti e da professori disgustati. L'ULTRAS è l'eccezione alla regola, è l'inaspettato che ti sorprende, è la sorpresa che ti smorza il sorriso quando pensi di averla fatta franca. L'ULTRAS è anche il braccio che ti tira sul vagone prima che si chiudano le porte. L'ULTRAS non è violenza gratuita, è la difesa intransigente di uno stile di vita messo in pericolo da biglietti nominativi, dalle pay-tv, dall'imborghesimento delle nuove generazioni, dalla tv spazzatura e, soprattutto, dalla repressione. L'ULTRAS è questo e molto altro, altri sentimenti non rinchiudibili in parole, incomprensibili alla gente comune che preferisce vivere dietro un vetro piuttosto che infrangerlo e entrare nella realtà, fredda e piovosa.

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sabato, 17 gennaio 2009

Padova, otto ultrà irrompono

PADOVA (11 gennaio) - Sono stati arrestati dalla Digos due degli ultras del Padova che in gruppetto erano penetrati nel pomeriggio nello spogliatoio della squadra, al termine di Padova-Legnano per sfogare  la loro rabbia verso giocatori e tecnico per lo scarso rendimento della squadra che gioca in prima divisione. Oggi il Padova ha pareggiato (0-0) contro il Legnano.

Si tratta di ***************, 33 anni, noto capo tifoso, con precedenti specifici, e ******* (23). Per entrambi le accuse sono di violenza, resistenza e minacce a pubblico ufficiale, ovvero nei confronti degli stewart dello stadio Euganeo che hanno spinto violentemente e offeso per riuscire a raggiungere lo spogliatoio. Per gli altri sei tifosi - il gruppetto era di 8 persone - è scattata la denuncia per violazione delle separazioni dei settori dello stadio.

Il manipolo di ultras, infatti, ha approfittato della fase di deflusso dall'impianto, per intrufolarsi a forza in una porta che dà accesso al corridoio che porta alla sala stampa e da qui agli spogliatoi. Tutti e otto i tifosi padovani saranno inoltre segnalati al Questore per l'eventuale provvedimento di Daspo.

postato da: sivok alle ore 17:07 | link | commenti
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martedì, 18 novembre 2008

Fanzina Fas

EDITORIALE:  Antonio Matarrese. Chi non lo conosce. Il suo è un nome molto ricorrente nel mondo del calcio. Molti si ricorderanno di lui specialmente per i diversi anni quale presidente della Lega Calcio. Noi l’abbiamo ben presente per altri motivi: per i suoi continui volta faccia, per le sue sparate a zero contro gli ultras, per essere banderuola al vento dei profitti. In seguito agli incidenti di Catania del 2 febbraio 2007, in cui venne ucciso l’ispettore di polizia Filippo Raciti, fece molto scalpore la seguente dichiarazione, per protestare contro la decisione del Commissario Straordinario della FIGC Luca Pancalli che aveva fermato tutti i campionati: «Lo spettacolo deve continuare, questa è un’industria tra le più importanti d’Italia, un’industria che paga i suoi prezzi. I morti del sistema calcistico purtroppo fanno parte di questo grandissimo movimento che le forze dell’ordine non sono ancora in grado di controllare». Della serie chi se ne frega dei morti!
Antonio Mataresse è lo stesso che, poche settimane fa, a margine della presentazione della nuova campagna del Viminale contro la violenza negli stadi si è apertamente schierato contro gli ultras che sicuramente non gli garantiscono nessun introito economico e quindi scomodi perchè contestatori del sistema calcio. “Tifosi violenti, vigliacchi all’ultimo stadio” è lo slogan di uno spot di trenta secondi, elemento chiave della campagna di comunicazione realizzata dal ministero dell’Interno in collaborazione con la Polizia di Stato. Campagna che, dopo aver attinto a piene mani dalla cassa statale, è caduta ben presto nel dimenticatoio dopo pochi spot che ben pochi ricorderanno.
C’è spazio anche per il modello inglese e nei confronti dell’ipotesi che possa essere introdotto in Italia Matarrese è stato molto chiaro: “Loro hanno un’altra cultura e poi non dimentichiamo che noi abbiamo comunque un’ottima tifoseria fatta di gente per bene che segue le squadre. Certo, in Italia ci sono delle leggi che vanno cambiate - ha aggiunto - e così anche le attività di quegli uomini politici che trovano gusto a difendere quelle persone che dovrebbero andare in galera. Invece, da noi c’è la corsa al padrino politico per la ricerca dei consensi. Noi non dobbiamo imitare nessuno, ma semplicemente dobbiamo cambiare e applicare le leggi, magari mettere se necessario delle celle negli stadi. Così se ci sono delinquenti, si mettono subito in cella e poi si trasferiscono nelle carceri. O siamo forti o è meglio arrendersi. Noi non ci arrendiamo”. Forse il sig. Antonio non conosce affatto la situazione italiana dove se sei tifoso puoi essere arrestato (e vieni arrestato) e diffidato con pene che possono arrivare anche a cinque anni sulla base di congetture prima di ricevere un regolare processo in cui si attesti la reale colpevolezza. Un trattamento, quello riservato dalla legge italiana nei confornti di noi ultras, impari. E’ più facile finire dietro le sbarre per una sberla al vicino di posto in un momento d’ira sulle gradinate di un impianto sportivo che per una rapina in banca.
Questa la posizione di Mataresse fino a pochi giorni fa. E’ di mercoledì la notizia battuta sui maggiori quotidiani nazionali che il presidente di Lega Antonio Matarrese si fa portavoce dei presidenti e chiede che siano rimosse le limitazioni ai tifosi. ‘Siamo stanchi di subire mortificazioni, chiediamo di tornare alla normalita’ e lo chiediamo a voce alta - ha affermato -. Tutto va per il meglio, mandiamo una forte richiesta al ministro Maroni; ora basta, si torni a rispettare il nostro impegno e si torni alla normalita’’. La situazione di emergenza è, in seguito alla morte di Raciti, prima, e di Sandri, poi, ormai terminata e i presidenti vogliono che la gente torni allo stadio. E’ una restrizione contro natura quella nella vendita dei biglietti. Avevamo iniziato bene poi ci hanno lasciato per strada e al ministro Maroni chiediamo che ci venga a soccorrere. L’unico incidente è stato quello sul treno di Napoli e ancora non ho capito cosa sia successo. Il divieto alle trasferte è diventato qualcosa di inverso, originando situazioni kafkiane, come quando a molti milanesi è stato impedito di andare al Meazza’. I casi vanno valutati con piu’ attenzione.
Che al sig. Mattaresse sia magicamente rinsavito o c’è dell’altro sotto? Conoscendo il suo essere meschiono non crediamo a questo improvviso buonismo. Forse si è accorto che l’anima dello sport più amato dagli italiani siamo noi ultras? Forse le famiglie allo stadio ci sono sempre state e non è colpa degli ultras ma del caro prezzi se un padre di famiglia non può accompagnare moglie e figlio a vedere una partita di pallone? Ancora interessi, sempre e solo interessi. Matarrese noi non ti crediamo e attendiamo l’ennesimo voltafaccia che non tarderà ad arrivare.

postato da: sivok alle ore 11:34 | link | commenti
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venerdì, 17 ottobre 2008

Da udineseblog.it

Luca Pancalli in una lunga e bellissima intervista rilasciata a Rita Bragagnolo su IL FRIULI tra gli argomenti trattati parla anche del progetto del nuovo Stadio Friuli.

L'attore primario chiamato ad entrare in causa per realizzarlo è però “la politica e le istituzioni, per tracciare percorsi normativi che consentano l'auspicato rinnovamento delle infrastrutture. Il progetto del nuovo stadio dell'udinese è eccezionale, in linea con l'idea europea di stadio moderno, ovvero non di terreno di scontro tra fazioni contrapposte, ma di un luogo vissuto per l'intera settimana con un utilizzo polifunzionale con attrattive destinate alle famiglie. Mi pare che ci fosse una sinergia d'interessi e attenzione da parte degli enti locali, dell'Università e dell'Udinese Calcio. E' un buon punto di partenza. I finanziamenti? Quello dei soldi è un falso problema. Ci sono imprenditori disponibili e forse anche capitali stranieri pronti a trovare collocazione. Un rischio di impresa da affrontare con la prospettiva di un ritorno economico garantito da un intenso utilizzo dell'impianto. Nessun denaro pubblico quindi. I costi di gestione attualmente gravanti sulla fiscalità locale e quindi sulla collettività andrebbero così eliminati L'Impegno delle istituzioni deve riguardare essenzialmente l'individualizzazione dei percorsi normativi-amministrativi per realizzare l'opera”

Ma la società- secondo Pancalli – deve imparare anche a reinvestire “sulla famiglia, un tesoro da difendere tenacemente”

postato da: sivok alle ore 12:48 | link | commenti (1)
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venerdì, 03 ottobre 2008

altro articolo...

I 15 tifosi in trasferta del Chievo denunciano: «Aggrediti e derubati dagli ultrà del Catania»

30/09/2008 - di Il Messaggero; Fonte: www.ilmessaggero.it
I quindici tifosi del Chievo in trasferta domenica a Catania hanno denunciato un'aggressione a scopo di furto da parte dei tifosi siciliani: «È stato un agguato in piena regola». I supporter veronesi - 15 persone, arrivate in Sicilia con un furgone e un'auto - parlano sulla strada del ritorno, tra Firenze e Bologna, dopo aver viaggiato tutta la notte:

«Ci hanno fatto uscire dallo stadio senza scorta - denunciano - hanno detto che il decreto non lo prevede, invece non è vero». Secondo la versione dei tifosi del Chievo «siamo passati sotto il settore ospiti e poi siamo usciti in mezzo alle case, fino ad una piazzetta nei pressi del luogo dove venne ucciso Raciti. A quel punto - affermano, scegliendo di mantenere l'anonimato - due ragazzi che portavano le sciarpe del Catania hanno avvisato che stavamo arrivando e improvvisamente ci siamo trovati circondati da almeno 50 persone».

«Erano incappucciati - prosegue il racconto dei supporter veronesi - e hanno cominciato a colpire con le cinghie e con pugni il nostro furgone e l'auto. Hanno aperto la porta per sfilare il navigatore satellitare». A quel punto, secondo i tifosi del Chievo, «uno che ci è sembrato uno dei capi della curva del Catania si è messo in mezzo chiedendo agli altri cosa stavano facendo. E mentre il gruppo si allontanava uno dei malintenzionati brandendo una catena ha sfondato il lunotto del furgone».

Il gruppo veronese ha chiamato la Polizia «che ci ha rintracciati in tangenziale, quando stavano avvicinandoci all' autostrada. Siamo stati fermati - raccontano - è arrivata la Polizia Scientifica che ha rilevato le impronte digitali lasciate sul furgone e sull'auto durante l'aggressione». «È vero che i malviventi non indossavano nessun simbolo del Catania - concludono i tifosi del Chievo - però quelli che li hanno avvisati portavano le sciarpe rossoblù».
postato da: sivok alle ore 11:13 | link | commenti (2)
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mercoledì, 01 ottobre 2008

articolo...

da Espresso.repubblica.it

di Giuseppe Lo Bianco e Piero Messina

Continua ad aumentare il numero di tifosi colpiti da Daspo. Ma i provvedimenti di diffida non scoraggiano incidenti e tensioni. Fuori e dentro i campi. E si radicalizza lo scontro con la polizia....

4 mila reclute. Solo nell'ultima stagione il numero di diffidati è aumentato di 1.787 unità, portando l'armata dei Daspo a contare oltre 4 mila reclute. Perché quello scorso è stato un campionanto solo apparentemente più tranquillo. Ci sono stati due morti violente, quelle di Gabriele Sandri e Matteo Bagnaresi, legate al calcio. E un bilancio di feriti migliore rispetto al passato, ma che comunque elenca 200 nomi tra agenti e carabinieri e 161 tra i tifosi.

Anche quest'anno però, insieme alle circolari rituali delle prefetture che invitano a tenere il fenomeno ultras "nella massima considerazione", la sicurezza negli stadi è in larga parte affidata alla repressione, e cioè al Daspo (divieto di assistere alle manifestazioni sportive), provvedimento amministrativo emesso dalle questure che poi inoltrano il fascicolo alla magistratura per la conferma.

Senza un giudizio, e quindi senza un processo, il Daspo diviene quasi sempre operativo dopo il 'bollo'' dei magistrati, indipendentemente dall'esito dei processi per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale....

Avvocato e diffidato Marco ha scoperto a sue spese i limiti giuridici della procedura. È un avvocato penalista milanese, ha circa 30 anni, ed è il legale dei Boys interisti; ha seguito tanti casi di ragazzi finiti nelle maglie del provvedimento di diffida, del quale è stato vittima egli stesso, sfegatato tifoso nerazzurro.
Era a Messina, nell'autunno del 2004, quando l'incontro venne sospeso per qualche minuto dopo che Zoro, il difensore ivoriano dei peloritani, si era fermato, protestando con l'arbitro, con i suoi compagni di squadra e con gli avversari, per i cori razzisti provenienti, disse, dalla curva interista.

Alla Digos nessuno, giocatori e accompagnatori, confermò di aver visto o sentito nulla, tranne un dirigente del club siciliano che aveva udito qualche coro da una zona precisa della curva nerazzurra. Dalle immagini delle telecamere di quel settore spuntarono i volti di Marco e di altri tre Boys nerazzurri. "Sono stato convocato in questura a Milano e ho capito che si metteva male. La diffida è arrivata dopo due mesi", racconta il legale. Il verdetto: divieto di accesso agli stadi per due anni, misura di sorveglianza parallela e, visto che si tratta di un avvocato, per lui si apre anche il procedimento disciplinare con un richiamo formale dall'Ordine forense.

È l'inizio di un incubo. Dopo sei mesi il pm avanza la richiesta di archiviazione: non c'è una sola prova a carico dei quattro ragazzi. "E neanche uno straccio di indizio", aggiunge l'avvocato 'ultras'. Ma il gip rigetta la richiesta e l'inchiesta prosegue. Si replica dopo sei mesi. È passato un anno e Marco ha già scontato metà della diffida comminata senza che la giustizia si sia pronunciata.

Il caso è tortuoso e il gip rigetta per la seconda volta la richiesta di archiviazione, nominando un perito tecnico. A lui il compito dileggere i labiali delle cassette video con le frasi razziali incriminate. Ma è un buco nell'acqua. Da quelle immagini non si evince nulla. Marco conosce le leggi e sa che per opporsi al Daspo esistono solo due strade: ricorso al Tar o Cassazione. Sceglie quella amministrativa. Dopo due anni, con la diffida scontata integralmente, il Tar gli dà ragione e l'inchiesta si chiude.

Bollato come razzista da stadio, l'avvocato si sfoga: "Bisogna avere il coraggio di ammettere che la quasi totalità dei Daspo affibbiati ai tifosi è illegittima. Anzi, diciamola tutta: è una procedura anticostituzionale. Questa repressione non fa altro che esasperare gli animi. Io ho avuto la fortuna, per la mia formazione personale e professionale, di potermi difendere. Ma se al mio posto si fosse trovato un ragazzo disoccupato?". E alla fine rimane un sospetto: "Ho la sensazione che tutto sia nato per una ritorsione nei miei confronti. Il fatto che in curva ci siano avvocati pronti a difendere gli ultras non è gradito".

Puniti e assolti. Per l'avvocato Giovanni Adami, che segue in tutta Italia i diffidati, da Udine sino a Catania, "i conti della giustizia non tornano: dopo avere scontato la diffida, quasi il 60 per cento dei tifosi viene assolto. Su questi numeri occorre una seria riflessione".

Il dibattito giuridico è aperto da anni su una "misura ingiusta, anche se il principio su cui si basa è sacrosanto: se qualcuno è pericoloso deve essere allontanato", dice Lorenzo Contucci, penalista romano che si occupa del problema: "Ma è sbagliato affidare alle autorità di polizia l'applicazione di queste misure. L'obiettivo di fondo sembra essere quello di smantellare le tifoserie organizzate. E di marchiare a vita questi ragazzi con l'obbligo di firma in questura".

Se la parola d'ordine è 'repressione', al di là dei sospetti, più o meno giustificati, sono casi come quello di Marco che contribuiscono alla nascita delvittimismo, dei miti dell'antagonismo alle divise e dell'onore ai diffidati. In un crescendo di sfida alle istituzioni che non risparmia nessuno, forse neanche chi le regole ha il compito di farle rispettare.

Come leggere, infatti, il sequestro di uno striscione beffardo, ma certamente non eversivo ('A noi ce s'è rotto il fax'), costato una proposta di diffida di tre anni con obbligo della firma per il tifoso della Roma che lo ha esposto all'Olimpico nella prima partita dopo il decreto anti-violenza. Voleva reagire con ironia alle direttive dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, che vietano slogan offensivi e stabiliscono che anche il testo di un banale cartellone di sostegno alla propria squadra va comunicato in anticipo via fax alla società ospitante.

Un caso limite? Non sembra: a Pisa cinque tifosi sono entrati nel mondo dei Daspo per avere lanciato rotoli di carta igienica. La motivazione: è vietato portare allo stadio materiale 'infiammabile'. Tolleranza zero anche in questo caso.

Testuggine in curva Il risultato è che le curve si chiudono a riccio. Ogni gruppo è organizzato in maniera standard. Un prisma interdetto ai profani, al cui vertice c'è un direttivo composto da 15-20 persone a dettare le strategie: organizzare le trasferte, preparare le coreografie, studiare slogan e cori per incitare i propri idoli. Funziona così nelle grandi città come nei campetti di provincia. Il leader e il direttivo non vengono 'eletti'.

Si scelgono. Contano le battaglie sul campo, il coraggio e il fanatismo. E i Daspo. Un culto tutto giovanile, dove lo status di diffidato non è vissuto come vergogna, ma come medaglia da appuntare al petto.
postato da: sivok alle ore 14:39 | link | commenti (2)
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lunedì, 29 settembre 2008

Editoriale di La Repubblica

Sandri, la giustizia assurda

di MASSIMO RAZZI

Prima ci hanno fatto vedere le immagini della madre di Gabriele Sandri, dignitosissima, che entrava piangendo nell'aula del tribunale di Arezzo dove doveva svolgersi l'udienza preliminare del processo all'agente di polizia Luigi Spaccarotella. Un'ora dopo, arriva la notizia che la stessa udienza è stata annullata per un vizio di forma. Vizio gravissimo, si dirà, vista l'attesa, il dolore e l'assurdità di una vicenda che aspetta sia fatta seriamente giustizia.

Il vizio, invece, consiste nel fatto che a uno dei due avvocati dell'imputato non sarebbe stato notificato l'avviso di chiusura delle indagini. Vizio che più banale e formale non si può, vizio sanabilissimo, ci pare, visto che l'avvocato sapeva della chiusura delle indagini (il suo collega, quantomeno, lo avrà informato) ed era presente oggi in aula anche se ha sostenuto che il tribunale aveva sbagliato il numero di fax. Basterebbe consegnargli oggi, al massimo domani, vogliamo esagerare, fra una settimana, una fotocopia della notifica stessa rifissando a strettissimo giro una nuova udienza.

Invece, tranquillamente, la giustizia italiana ci fa sapere che ci vorrà un mese e mezzo, forse due, per stabilire un'altra data in cui le parti potranno rivedersi davanti al Gup. Ci sembra un eccezionale argomento a sostegno di chi sostiene che non si può avere fiducia in questa giustizia, un duro colpo alla credibilità dei magistrati e dell'intero sistema che amministra sanzioni, delitti e pene.

E' inammissibile perché è impossibile che non ci sia (in questo e in tanti altri casi) un altro modo giusto e tecnicamente regolare di risolvere il problema, perché un gup, o meglio, il sistema giudiziario non può e non deve più dare questo tipo di risposte sempre incredibilmente dilatorie. Diranno: questi sono i tempi della legge, ci sono i processi, i calendari, le carenze di personale. Vero, verissimo, ma non c'è un pomeriggio vuoto, un qualsiasi sabato o una domenica in cui il signor Gup possa fissare l'udienza prima di due mesi? Se non altro per rispetto di quel dolore, per chiedere scusa di un errore tanto banale quanto stupido.

(25 settembre 2008)

postato da: sivok alle ore 10:27 | link | commenti
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sabato, 27 settembre 2008

GIUSTIZIA PER GABRIELE

postato da: sivok alle ore 11:56 | link | commenti
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venerdì, 19 settembre 2008

FINO ALLA VITTORIA

2 a 0 PER NOI!!!!!!!!!

ED ORA SOTTO CON IL NAPOLI!!!!

postato da: sivok alle ore 11:11 | link | commenti (1)
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martedì, 16 settembre 2008

Coppa Uefa

 Vs
postato da: sivok alle ore 19:20 | link | commenti
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venerdì, 12 settembre 2008

a fari spenti...

TUTTI A TORINO!!!

postato da: sivok alle ore 14:40 | link | commenti
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domenica, 31 agosto 2008

Udinese-Palermo

BUONA LA PRIMA!!! GRANDE UDINESE!!! GRANDE IL NOSTRO CAPITANO!!!

La NORD: i FaS ieri hanno inaugurato il settore D, come apporto vocale la Nord non sfigura di certo, ma certamente bisognerà migliorare come presenza nel settore P (bisogna stare più uniti) e magari essere più continui...nel complesso una giornata positiva.

I Palermitani: in tutto lo Stadio circa 100 ma da Palermo credo una ventina, che si raggruppano dietro un piccolo striscione. Gli ultras rosa-nero non si sentiranno mai, evidentemente non supportati dagli altri tifosi presenti. Con loro nessun problema. Voto 6 di stima perchè comprendo le difficoltà di una trasferta così lunga.

postato da: sivok alle ore 13:18 | link | commenti (2)
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venerdì, 29 agosto 2008

Coppa Uefa

18/09 BORUSSIA DORTUMUND - UDINESE

02/10 UDINESE - BORUSSIA DORTUMUND

postato da: sivok alle ore 13:49 | link | commenti
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domenica, 24 agosto 2008

News

ULTIMA SETTIMANA DELLA CAMPAGNA ABBONAMENTI ALLA STAGIONE 2008-2009

SABATO ORE 18.00 INIZIA IL CAMPIONATO 2008-2009: UDINESE-PALERMO

postato da: sivok alle ore 15:02 | link | commenti
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lunedì, 11 agosto 2008

Erode - Frana la Curva

Le squadre ferme nel centrocampo sulle gradinate scoppia l'inferno,le squadre ferme nel centrocampo sulle gradinate scoppia l'inferno
FRANA LA CURVA FRANA SULLA POLIZIA ITALIANA,FRANA LA CURVA FRANA SU QUEI FIGLI DI PUTTANA
volano calci,pugni e spintoni,macchie di sangue sugli striscioni!
volano calci,pugni e spintoni,macchie di sangue sugli striscioni!
FRANA LA CURVA FRANA SULLA POLIZIA ITALIANA,FRANA LA CURVA FRANA SU QUEI FIGLI DI PUTTANA
Se deve esserci violenza che violenza sia ma che sia contro la POLIZIA
se deve esserci violenza che violenza sia ma che sia contro la POLIZIA!!!!
FRANA LA CURVA FRANA SULLA POLIZIA ITALIANA,FRANA LA CURVA FRANA SU QUEI FIGLI DI PUTTANA.
postato da: sivok alle ore 13:34 | link | commenti (1)
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domenica, 10 agosto 2008

Trasferte della prossima stagione

Premetto che ogni trasferta è importante e la presenza è fondamentale, però non è possibile esserci sempre per costi, orari e impegni personali. Qui sotto metterò una piccola descrizione di ogni trasferta:

Juventus - Udinese 14/09: probabilmente potrebbe essere anticipata a sabato 13 settembre. Una trasferta da non mancare visto la rivalità che ci divide dalla tifoseria della Giuventus...

Bologna - Udinese 24/09: turno infrasettimanale, per la trasferta forse più importante dell'anno, bisogna cercare di essere più numerosi possibili visto che ci sono conti da saldare...

Lecce - Udinese 19/10: trasferta nella lontana Lecce per veri appassionati, nessun problema con la calorosa tifoseria salentina.

Catania - Udinese 29/10: altra trasferta nel profondo Sud, la Nord sarà a messa a dura prova visto che la partita si giocherà di mercoledì...

Inter - Udinese 09/11: trasferta in quel di Milano, quindi alla portata di tutti. Con gli ultrà nero-azzurri non si è mai andati oltre ai soliti sfottò.

Fiorentina - Udinese 23/11: altra trasferta alla portata di tutti, è importante ben figurare visto che tra noi e i viola i rapporti sono tutt'altro che buoni...

Atalanta - Udinese 07/12 : inutile dire che a Bergamo è vietato mancare!!!

Milan - Udinese 21/12: prima di Natale, chiusura in casa dei milanisti. Trasferta non impegnativa dove sarebbe bello presenziare in buon numero. Con i rosso-neri i rapporti non sono affatto distesi!!!

Cagliari - Udinese 18/01: il girone di andata, si conclude con la difficoltosa e affascinante trasferta in Sardegna.

Palermo - Udinese 25/01: il girone di ritorno comincia con una trasferta "lunga" come quella di Palermo, i rapporti con la tifoseria rosa-nero sono traquilli.

Napoli - Udinese 01/02: trasferta sentitissima dalla Nord, alla quale è importantissimo partecipare. E' superfluo ribadire l'odio che ci separa dalla tifoseria partenopea.

Siena - Udinese 15/02: trasferta preferita dai club. Inutile dire altro.

Torino - Udinese 22/02: simpatia verso gli storici ultrà granata, è importante quindi fare una bella figura...

Roma - Udinese 08/03: di fronte la famosa curva Sud, con la quale ci sono buoni rapporti, non sarebbe male fare una buona presenza..

Genoa - Udinese 22/03: con la Gradinata Nord rapporto di reciproco rispetto, di sicuro questa può essere una bella trasferta.

Reggina - Udinese 11/04: altra trasferta al Sud per veri appassionati del on the road, con i reggini i rapporti sono buoni.

Chievo - Udinese 26/04: è la trasferta più vicina dell'anno, un motivo sufficente per esserci.

Lazio - Udinese 10/05: di nuovo nella capitale però sponda Lazio, da non dimenticare la loro amicizia con i triesticoli...

Sampdoria - Udinese 24/05: ultima trasferta dell'anno e inoltre c'è un 3a0 da vendicare. Importante essere in tanti e cattivi.

postato da: sivok alle ore 15:54 | link | commenti (4)
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